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29 febbraio 2008

Veltroni: "Sondaggi non misurano clima nuovo" Ansa 29 febbraio 2008


PERUGIA - "Si sente un'aria del tutto nuova. C'é qualcosa che i sondaggi non misurano, una voglia di nuovo che noi intercettiamo". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni, durante un incontro pubblico svoltosi a Perugia. Veltroni ha citato un recente sondaggio in base al quale il Pd è il partito che intercetta maggiormente le preferenze dei giovani: "Tra i ragazzi siamo dieci punti avanti rispetto al partito della destra, e per me questo è un dato molto importante. Veltroni ha quindi ribadito che per tutta la campagna elettorale intende proseguire con l'attuale stile, evitando cioé attacchi al centrodestra, anche se quest'ultimo dovesse cambiare registro.

"Se la destra sceglierà la contrapposizione - ha detto Veltroni - e tirerà fuori gli utensili del quindicennio passato, noi non cambieremo registro. Noi vogliamo uscire dalla contrapposizione che è funzionale alla conservazione. Contrapposizione e conservazione sono state sorelle in questi ultimi quindici anni, e noi dobbiamo invece demolire la conservazione".

"Si sente un'aria del tutto nuova"
Valterino non è che si tratta della solita italiana puzza di bruciato?

Danilo Chiarello




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27 febbraio 2008

Scuole superiori: un tetto per il prezzo dei libri


  

Decreto Ministero Pubblica Istruzione 22.02.2008 n° 28


Emanate le misure di contenimento delle spese per i libri di testo per i circa 2 milioni e 600 mila studenti delle scuole statali superiori.

E' quanto prevede il decreto 22 febbraio 2008, n. 28 con il quale il Ministero della Pubblica Istruzione ha posto un tetto massimo di spesa per ciascun anno della scuola secondaria superiore.

Il provvedimento consente incrementi rispetto agli importi stabiliti per i soli indirizzi di studio sperimentali, caso in cui "le relative delibere di adozione dei testi scolastici debbono essere adeguatamente motivate da parte del Collegio dei docenti ed approvate dal Consigli di istituto".

(Altalex, 27 febbraio 2008)



MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE, DECRETO 22 FEBBRAIO 2008, N. 28

IL MINISTRO

VISTO il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, recante il Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione;

VISTO la legge 23 dicembre 1998, n. 448 (finanziaria 1999), ed in particolare l’articolo 27, concernente la fornitura gratuita dei libri di testo;

VISTO inoltre il comma 3 del predetto art. 27, recante disposizioni in materia di norme e avvertenze tecniche per la compilazione dei libri di testo nonché in materia di tetto di spesa per la dotazione libraria della scuola dell’obbligo;

VISTO il decreto ministeriale n. 547 del 7 dicembre 1999, con il quale è stato adottato il regolamento contenente le norme e avvertenze tecniche per la compilazione del libro di testo da utilizzare nella scuole dell’obbligo e i criteri per la determinazione del prezzo massimo complessivo della dotazione libraria necessaria per ciascun anno della predetta scuola;

VISTO il decreto dirigenziale 13 febbraio 2002, con il quale è stato determinato, per l’anno scolastico 2002/2003, per la prima classe di ciascun indirizzo di studio della scuola secondaria superiore, il prezzo massimo complessivo della dotazione libraria necessaria da assumere quale limite all’interno del quale i docenti sono tenuti ad operare le proprie scelte;

VISTA la legge 27 dicembre 2006, n. 296 (finanziaria 2007), ed in particolare l’articolo 1, comma 628, concernente l’estensione agli studenti del primo e del secondo anno dell'istruzione secondaria superiore, della gratuità parziale dei libri di testo di cui all'articolo 27, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, nonché l'individuazione dei criteri per la determinazione del prezzo massimo complessivo della dotazione libraria, per gli anni successivi al secondo;

VISTA la circolare ministeriale 23 aprile 2007, n. 39, che pone la fissazione del prezzo massimo complessivo della dotazione libraria per l'intero ciclo di studi di istruzione secondaria superiore, a decorrere dall'anno scolastico 2008-2009;

RITENUTA, pertanto, la necessità di definire, a partire dall’anno scolastico 2008/2009, il predetto prezzo massimo complessivo;

TENUTO CONTO delle risultanze concernenti la rilevazione del costo complessivo della dotazione libraria per le singole classi di scuola secondaria superiore;

DECRETA:

ART. 1

Per l’anno scolastico 2008/2009 il prezzo massimo complessivo della dotazione libraria necessaria per gli indirizzi di studio della scuola secondaria superiore statale, da assumere quale limite all’interno del quale i docenti sono tenuti ad operare le proprie scelte, è determinato come segue:

Tipologia di scuola                I anno  II anno III anno IV anno  V anno

Liceo Classico                     320,00  181,00   370,00   305,00  315,00

Istituto Magistrale                310,00  170,00   300,00   230,00  240,00

Liceo Scientifico                  305,00  210,00   310,00   280,00  300,00

Liceo Artistico                    260,00  170,00   250,00   190,00  200,00

Istituto d’Arte                    270,00  145,00   198,00   170,00  155,00

Ist. Tecnico Aeronautico           270,00  175,00   305,00   220,00  145,00

Ist. Tecnico Agrario *             290,00  170,00   295,00   280,00  185,00

Ist. Tecnico Commerciale           290,00  170,00   280,00   240,00  220,00

Ist. Tecnico Attività Sociali      290,00  150,00   290,00   240,00  190,00

Ist. Tecnico Industriale           305,00  160,00   300,00   245,00  215,00

Ist. Tecnico Nautico               310,00  200,00   300,00   250,00  230,00

Ist. Tecnico Geometri              270,00  170,00   310,00   265,00  220,00

Ist. Tecnico Turismo               310,00  200,00   300,00   250,00  210,00

Ist. Prof.le Agricoltura           270,00  155,00   200,00   180,00  140,00

Ist. Prof.le Comm. e turismo       245,00  150,00   220,00   180,00  130,00

Ist. Prof.le Servizi Sociali       250,00  145,00   180,00   180,00  120,00

Ist. Prof.le Servizi Alberghieri   295,00  155,00   190,00   215,00  130,00

Ist. Prof.le Ind. e Artigianato    240,00  140,00   160,00   170,00  125,00
* L’istituto tecnico agrario comprende un sesto anno di corso per il quale viene stabilita la spesa di € 90,00.

ART. 2

I prezzi stabiliti all’articolo 1 trovano applicazione relativamente ai corsi di studio ordinamentali.

ART. 3

Eventuali incrementi degli importi di cui all’articolo 1, sono consentiti, entro il limite massimo del 10 per cento, negli indirizzi di studio in cui sono presenti indirizzi sperimentali. In tal caso le relative delibere di adozione dei testi scolastici debbono essere adeguatamente motivate da parte del Collegio dei docenti ed approvate dal Consigli di istituto.

Roma, 22.02.2008

IL MINISTRO
Fioroni
 



Evviva, evviva !
Finalmente abbiamo il tetto!
E, finalmente, i nostri pargoli avranno al massimo 4 libri da studiare per tutto l'anno.
Visti gli importi totali dubito che potranno essercene di più... a meno di, comeal solito, comprare immondizia o pagarseli di tasca propria.
Forse, invece di mettere il tetto alla spesa dovrebbero mettere il tetto al prezzo dei singoli libri.
Alessandro Rossi




 




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26 febbraio 2008

Corriere: Italia ora si fanno più figli al Nord



Lo indica il rapporto Osservasalute 2007. Il Paese invece «converge» in chili di troppo e sedentarietà

ROMA - C’è un dato nuovo che riguarda la fecondità in Italia. Lo rivela il Rapporto Osservsalute 2007, presentato martedì a Roma . Nell'ultimo anno c'è stato un guadagnato di più di 2 punti per mille in Emilia-Romagna, in Toscana e nel Lazio e 1,9 in Lombardia; nel contempo, in quasi tutte le Regioni
(Contrasto)
meridionali il livello della fecondità si è ridotto tra 0,7 e 1,4 punti per 1.000, e anche le Province Autonome di Trento e Bolzano hanno visto ridursi la loro fecondità. In altri termini, è proseguito il processo di convergenza della fecondità regionale verso il valore medio nazionale; inoltre si riduce il gap tra italiane, la cui fecondità è in lieve aumento, e straniere, che vedono invece diminuire la propria.

ITALIA UNITA NEI «VIZI» - Di fronte a una frammentazione sempre più marcata della gestione del sistema sanitario nazionale, gli italiani appaiono sempre più «uniti», ma solo nelle cattive abitudini: sovrappeso e sedentarietà sono sempre più una piaga nazionale. Secondo il Rapporto dal confronto dei dati raccolti nelle precedenti indagini (anni 2002, 2003 e 2005, dal Rapporto Osservasalute 2005 e Rapporto Osservasalute 2006) il dato relativo all’obesità mostra un trend in aumento dall'8,5% al 9,9%.

PIÙ GRASSI AL SUD - Si riscontrano comunque differenze Nord-Sud per le persone in sovrappeso (valori superiori al 38% in Campania, Puglia, Basilicata e Calabria) e obesi (12,0% in Basilicata e 12,9% in Puglia), con la Sardegna (31,8% e 10,5%) che si avvicina, invece, ai dati rilevati nelle Regioni settentrionali, dove si registrano i valori più bassi (Piemonte 31,4% di persone in sovrappeso, 8,3% di adulti obesi, Valle d'Aosta, con 30,8% e 6,6%, e Lombardia, 29,8% e 8,5%). La diffusione di sovrappeso e obesità aumenta progressivamente all'avanzare dell'età, con un interessamento soprattutto delle fasce dai 45 ai 74 anni per gli uomini e dai 55 ai 74 anni per le donne. Inoltre, mentre i valori che riguardano la popolazione obesa sono sovrapponibili tra i sessi, a eccezione della classe di età compresa fra i 35 e i 44 anni (9,2% uomini e 5,3% donne), la percentuale di uomini in sovrappeso (43,9%) è quasi il doppio di quella del sesso femminile (26,2%), con valori significativamente differenti in tutte le classi di età.

SPORT, IN ITALIA «QUESTO SCONOSCIUTO» - Ancora troppo sedentari gli italiani: nel 2005 solo il 20,9% della popolazione ha dichiarato di praticare in modo continuativo uno o più sport nel tempo libero e il 10,3% di praticarlo in modo saltuario. Le persone che hanno dichiarato di svolgere qualche attività fisica (come fare passeggiate per almeno due km, nuotare, andare in bicicletta o altro) sono il 28,2%, mentre i sedentari (coloro che non praticano né uno sport né attività fisica nel tempo libero) sono il 39,8%. Risultano più attivi gli abitanti del Nord rispetto a quelli del Sud, dove la sedentarietà è più frequente in Sicilia (58,6%). Si pratica maggiormente sport in modo continuativo nella Provincia Autonoma di Bolzano (38,5%), in Lombardia (25,6%) e in Veneto (25,3%), pochissimo in Molise (14%) e Campania (14,7%). Sono soprattutto i giovanissimi fra i 6 e i 19 anni a svolgere in modo continuativo la pratica sportiva, mentre lo sport svolto in modo saltuario coinvolge soprattutto i giovani appartenenti alle fasce di età 18-34; con l'aumentare dell'età aumenta, inoltre, la prevalenza di coloro che non praticano alcuna attività fisica.

POPOLAZIONE SEMPRE PIU' VECCHIA - Abitudini da correggere, a maggior ragione perché il rapporto fotografa una popolazione sempre più anziana, che dovrebbe porre impegno nell’adottare stili di vita sani. La Liguria si conferma la Regione più vecchia: la metà di essa ha più di 47 anni e un altro quarto ha tra i 30 e i 46 anni, solo un quarto di popolazione con meno di 30 anni, mentre la Campania, con più della metà della popolazione che ha meno di 37 anni e solo un quarto che ne ha più di 55, ha invece la popolazione più giovane. Sul fronte delle dinamiche della popolazione si confermano le tendenze degli anni passati, come il livellamento dell’aspettativa di vita di uomini (78,3 anni nel 2006) e donne (83,9 anni nel 2006), sempre più simile tra loro e l’invecchiamento generale della popolazione, il primato positivo delle Marche con gli abitanti che vivono più a lungo (79,2 anni per gli uomini, 84,8 per le donne), quello negativo della Campania (76,9 anni per gli uomini, 82,7 per le donne).

PREVENZIONE MIGLIORABILE - Sul fronte della prevenzione il Rapporto mette in luce una copertura vaccinale buona, ma migliorabile: infatti per quanto le coperture per Poliomielite, anti-Difterite e Tetano (DT), o Difterite, Tetano e Pertosse (DTP) - DT-DTP – ed epatite B (HBV) siano uniformemente distribuite su tutto il territorio italiano, con una media nazionale superiore al 95%, che si allinea ai dati raccolti negli anni precedenti (Rapporto Osservasalute 2006), per quanto riguarda la vaccinazione Morbillo-Parotite-Rosolia (MPR) i dati non sono ancora ottimali (media nazionale 87,3%) e in confronto ai dati del 2003 si osserva addirittura una leggera riduzione della copertura (Rapporto Osservasalute 2006). Nessuna Regione ha raggiunto il 95%, obiettivo indicato nel Piano Nazionale per l'eliminazione del Morbillo e della Rosolia Congenita.

AUMENTANO SIFILIDE E GONORREA - Un altro dato di novità, non positivo, si evidenzia per alcune malattie infettive. In base ai dati ricavati dalle notifiche obbligatorie per l’anno 2005, la sifilide è risultata più frequente rispetto alle infezioni gonococciche delle vie genitali sia nella classe di età 15-24 anni (2,9 casi per 100.000 rispetto a 1,1 casi per 100.000) che 25-64 anni (3,4 casi per 100.000 rispetto a 1,1 casi per 100.000). Per quanto concerne l’andamento nel periodo 2000-2005, globalmente si è osservato un notevole aumento dell’incidenza della sifilide (+320,3% su base nazionale nella classe di età 15-24 anni e +329,1% nella classe di età 25-64 anni) meno marcato per la gonorrea (+33,3 % su base nazionale nella classe di età 15-24 anni e +52,2% nella classe di età 25-64 anni). Le Regioni a maggiore incidenza sia nella classe di età 15- 24 che 25-64 anni sono la Provincia Autonoma di Trento e il Lazio per la sifilide (rispettivamente 12,4 e 10,2 casi per 100.000 nella classe di età 15-24; 10,0 e 10,1 casi per 100.000 nella classe di età 25-64), la Provincia Autonoma di Trento per la gonorrea nella classe di età 15-24 (6,2 casi per 100.000) e la Provincia Autonoma di Bolzano nella classe di età 25-64 (3,4 casi per 100.000 nella classe di età 25-64). Si riscontra, comunque, una generalizzata sottonotifica nelle Regioni meridionali per entrambe le infezioni, sia nel 2000 che nel 2005.

TUMORI, SUD SI AVVICINA A NORD MA SI RIDUCE LA MORTALITÀ - Come già evidenziato nei precedenti Rapporti, da tali tabelle emerge che il rischio oncologico complessivo del Sud, storicamente più basso, si sta avvicinando a quello del Nord. Il tasso medio di incidenza per tutti i tumori maligni è pari a 357 casi per 100 mila abitanti maschi, 267 per 10 mila abitanti donne (anni 1998-2007); quello di mortalità 201,38 e 109,2 rispettivamente per uomini e donne.

MIGLIORA LA PREVENZIONE ONCOLOGICA - Grazie al sostegno normativo della L. 138/2004 e sotto l’impulso del Centro di Controllo delle Malattie e dell’Osservatorio Nazionale Screening la diffusione degli screening oncologici in Italia va aumentando. Dai dati disponibili si rileva, però, la persistenza di una diffusione non uniforme con evidenti differenze tra il Nord ed il Sud, peraltro già evidenziate in precedenza. Tre quarti delle donne italiane di 50-69 anni risiedono in zone in cui è attivo lo screening mammografico, tuttavia al Centro-Nord si supera il 90%, mentre al Sud ci si attesta intorno al 40%.

DISABILI LASCIATI ANCORA TROPPO SOLI - Non si può dire lo stesso per la disabilità: in Italia sono circa il 10% le famiglie che hanno al loro interno almeno una persona con disabilità, di cui il 42% delle quali sono composte interamente da persone con disabilità, in prevalenza persone anziane che vivono sole. Il numero di persone con disabilità grave ammonta a 2 milioni 609 mila, pari al 4,8% della popolazione. Se a queste si aggiungono i disabili meno gravi, in grado di svolgere, ma con molta difficoltà, le abituali funzioni quotidiane, il numero sale a 6 milioni 606 mila persone, pari al 12% della popolazione di 6 anni e più che vive in famiglia. Si registra una maggiore frequenza di disabili in Sicilia e in Puglia (rispettivamente 6,6% e 6,2%), mentre i tassi più bassi, intorno al 3,0 %, si osservano nelle Province Autonome di Trento e Bolzano. Il dato drammatico è che l’80% delle famiglie con persone disabili non risulta assistita dai servizi pubblici a domicilio e oltre il 70%, soprattutto al Sud, non si avvale di alcuna assistenza, né pubblica né privata.

LIEVE MIGLIORAMENTO DI SALUTE MENTALE E DIPENDENZE - L’ospedalizzazione per disturbi psichiatrici è caratterizzata da un trend in diminuzione nella quasi totalità del territorio italiano. La variazione percentuale dei tassi di ricovero tra il 2001 e il 2004 dimostra l’andamento in diminuzione dei ricoveri con poche eccezioni (Lazio, Abruzzo, Sardegna). Il tasso grezzo di dimissione ospedaliera per disturbi psichici sull’intero territorio nazionale è risultato pari a 52,4 per 10.000 abitanti nell’anno 2004 (ultimo anno per cui sono disponibili i dati). Rispetto al 2001, si registra quindi una riduzione di ricoveri pari al 4,1%. «Si evidenziano differenze per macro aree con una più marcata diminuzione nelle Regioni del Nord», ha detto la professoressa Roberta Siliquini, Ordinario di Igiene all’Università di Torino. Le ultime informazioni disponibili confermano una costante, ma lenta, tendenza al miglioramento del livello di salute mentale della popolazione, o perlomeno del sistema di assistenza per questo tipo di patologie». Restano però importanti differenze interregionali sul fronte del consumo di farmaci antidepressivi e antipsicotici: si segnala per esempio che il consumo di antipsicotici in Calabria - 6,55 Dosi giornaliere (DDD) per 1.000 abitanti - è cinque volte più elevato di quello dell’Umbria - 1,31 DDD/1.000 ab/die. Per i farmaci antipsicotici si evidenzia un maggior consumo nelle Regioni del Sud, il trend contrario per quanto riguarda gli antidepressivi. «Da segnalare – ha detto la Siliquini - un aumento della popolazione in trattamento per problemi legati al consumo di cocaina, che sta assumendo (tenendo conto anche dei dati prodotti da indagini nazionali ed europee) dimensioni sempre più preoccupanti: più di 3 abitanti ogni 10.000, sono in cura per dipendenza da cocaina. Dati superiori alla media nazionale sono presenti nelle Regioni a più alta densità abitativa (Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio e Campania); tra queste si evidenzia in particolare la Lombardia che presenta un tasso quasi doppio rispetto alla media nazionale, mentre anche molte Regioni del Centro-Sud (Campania, Puglia, Basilicata, Sardegna) vedono un rilevante aumento dell’utenza dipendente da cocaina».


26 febbraio 2008

Noi al centro che faciamo, guardiamo gli altri fare.
Tocca darsi da fare, a chi serve una mano mi sacrifico sull'altare, per i chili di troppo sia chiaro...
Regis Servais Mombouli




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26 febbraio 2008

Corriere:Poater choc per gli alloggi studenteschi


Una giovane coppia "costretta" a consumare un rapporto
sessuale nel letto matrimoniale occupato dai genitori

PARIGI - Gli universitari italiani fuori sede lo sanno bene: trovare un tetto per studiare in una grande città non è facile, un po’ per la carenza di strutture, un po’ perché, come raccontato l’ottobre scorso dal Corriere gli affitti sono molto salati e spesso senza garanzie di un contratto regolare. Le cose non vanno meglio per i colleghi francesi, talmente disperati da dover fare l’amore nel letto di mamma e papà: almeno così racconta, provocatoriamente, un poster ( ¦ GUARDA) realizzato dall'Unef, il sindacato degli studenti transalpini, in cui si vede una giovane coppia "costretta" a consumare un atto sessuale nel letto matrimoniale occupato dai genitori (di lui o di lei, poco importa). Significativo anche lo slogan: «Alcuni fanno finta che gli studenti non abbiano problemi di alloggio…».

RISULTATI - La campagna che in Italia scatenerebbe sicuramente molte polemiche, in Francia sembra aver già dato i suoi frutti: il ministro dell’Università Valerie Pécresse ha annunciato un piano di investimenti pari a 620 milioni di euro per costruire 5.000 nuovi alloggi e ristrutturarne 7.000 all’anno, fino al 2012. In agguato però c’è lo spettro della recessione, che attanaglia tutta l’Europa, e potrebbe costringere il governo a destinare quei fondi a problemi più urgenti. Il terrore degli studenti è che alla fine si possa ricadere in una soluzione già proposta in passato dal governo: l’affitto intergenerazionale, vale a dire l’ospitalità concessa agli universitari da persone anziane, aiutate così a sbarcare il lunario. Non a caso il poster dello scandalo sembra essere pensato anche per questa opportunità: i due “intrusi” di spalle nel letto in cui si consuma la passione potrebbero essere anche i nonni.

Marco Consoli
26 febbraio 2008 


Ho sempre pensato che in Francia si fosse un passo avanti per tante cose, e il mio pensiero non è cambiato. La realtà qui ci dimostra che quando le tasche hanno i loro limiti c'è pocco da fare. Poveri noi qui in Italia!!

Regis Servais Mombouli




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25 febbraio 2008

TV, CANONE ANCHE PER PC


 
2008-02-24 17:05

Non è la Rai, ma la legge a stabilire chi deve pagare il canone e la legge dice che deve pagare chiunque possieda un apparecchio atto o adattabile a ricevere programmi tv. E' quanto constata l'ufficio stampa Rai commentando la notizia, pubblicata oggi su La Repubblica, circa la "pioggia di ricorsi" che sarebbero arrivati nella sede piemontese del Garante per il contribuente da parte di chi è stato invitato a pagare il canone pur avendo soltanto un pc e non un apparecchio televisivo. "Il canone televisivo - puntualizza inoltre l'ufficio stampa Rai - è una tassa che viene pagata allo Stato in base alla legge e che lo Stato poi riversa alla rai grazie al contratto di servizio. Le lettere che ingiungono di pagare il canone sono infatti firmate dal Sat (sportello abbonamenti tv) che dipende dal ministero dell'economia".

ADUSBEF E FEDERCONSUMATORI, ABUSO
Per Adusbef e Federconsumatori è "un abuso, assimilare i personal computer, per i quali si chiede addirittura il pagamento del canone, ad un televisore". In questo senso le due associazioni si dicono "determinate nel denunciare gli abusi dell'agenzia delle entrate di Torino, che minaccia addirittura le ganasce fiscali per quegli utenti che non hanno un televisore, o perché hanno disdettato l'abbonamento, o perché non lo hanno mai avuto".

BONELLI, CANONE PER PC, INTERVENGA AUTHORITY

 "Le lettere che ingiungono il pagamento del canone televisivo a chi possiede un pc o un videofonino firmate dal Sat (sportello abbonamenti tv) sono un atto illegittimo: questo della Rai e dell'organo del ministero dell'Economia è un inaccettabile attacco al popolo del web". Lo dice il capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli, esponente della Sinistra Arcobaleno. "Su questa grave vicenda segnalata da 'La Repubblica' - ha aggiunto - chiederò un intervento immediato del ministro e dell'Authority delle Comunicazioni".




Libera espressione in libero stato.
Libertà di comunicazione.
Insomma, nemmeno i balzelli medievali.
Ricordatevene alle prossime elezioni.
Alessandro Rossi





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25 febbraio 2008

OSCAR, VINCE 'NON E' UN PAESE PER VECCHI' Ansa 25 febbraio 2008


OSCAR, VINCE 'NON E' UN PAESE PER VECCHI' 

Non e' un paese per vecchi' di Ethan e Joel Coen che ha vinto ben quattro Oscar stanotte al Kodak Theatre (film, regia, sceneggiatura non originale e miglior attore non protagonista a Javier Bardem) era già stato in concorso a Cannes nel 2007 senza però vincere nulla. Allora i due registi parlarono di questa storia di frontiera, a metà tra western e thriller, come di un lavoro non politico, né nostalgico: "Non era comunque nelle nostre intenzioni. Non è mai con questo spirito che affrontiamo le nostre storie".

E riguardo al personaggio interpretato da Tommy Lee Jones (Bell), uno sceriffo non più giovane che non riesce proprio a capire come ormai tutto sia diventato droga e cieca violenza sulla frontiera che separa Texas e Messico, Ethan Coen spiego: "Più che essere un personaggio nostalgico, Bell è un uomo che invecchia e così vede le cose sempre in maniera più pessimistica". Solo alla fine i due fratelli, sempre a Cannes, riconobbero di essere andati oltre i loro standard: "E' vero - dissero -, forse è il film più duro che abbiamo mai fatto". Tratto dal romanzo omonimo di uno scrittore di culto come Cormac McCarthy, cantore di un ovest americano nel caos e senza più valori, il film, ambientato nel 1980, racconta le disavventure dell'ex veterano del Vietnam Llewelyn Moss (Josh Brolin). Il poveraccio si trova per puro caso in una zona deserta in cui c'é stata una resa dei conti tra trafficanti di droga che ha lasciato sul campo una dozzina di cadaveri. Lì trova anche una borsa piena di soldi (2 milioni di dollari) che lo renderà involontario oggetto di una caccia, piena di sangue e morti, da parte di due personaggi che più diversi non potrebbero essere. Ovvero il piu tradizionale degli sceriffi, Bell, e Anton Chigurh (interpretato da uno straordinario Javier Bardem) un autentico psicopatico, armato di bombola a pressione, fucile a pompa e anche di una ferocia surreale piena di involontaria ironia. Insieme a questo trio di uomini che si danno la caccia sulle rive del Rio Grande, anche due personaggi femminili: la moglie determinata e concreta di Moss (Kelly Macdonald) e quella dello sceriffo Bell, Loretta (Tess Harper) anche lei donna piena di buon senso sulla quale l'anziano poliziotto non manca di contare. "Del libro di McCarthy - dissero i due registi - ci ha attirato proprio la specificità dei personaggi, perfetti per entrare in una sceneggiatura cinematografica. E poi nel libro c'é anche dell'umorismo nero, che abbiamo cercato di rispettare cercando di non stravolgerlo più di tanto apportando il nostro marchio". Comunque, riconobbero i Coen "non abbiamo potuto mettere nel film tutti i personaggi del libro, a cui abbiamo cercato comunque cercato di attenerci il più possibile. Ci sono parti rimodellate o tagliate come, ad esempio, le considerazioni filosofiche dello sceriffo che occupano più di un capitolo". Anche il titolo è perfetto secondo i Coen: "Parla della visione del mondo di Bell, della sua prospettiva sul tempo che passa, sul fatto che invecchia, sulle cose che cambiano".


'Non è un Paese per vecchi'' è ambientato ai nostri tempi, dove i ladri di bestiame hanno lasciato il posto ai corrieri di droga e le piccole città sono diventate zone franche. Insomma come dire, una civiltà che si evolve...in peggio!
Danilo Chiarello




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23 febbraio 2008

INFLAZIONE RECORD, PER PANIERE QUOTIDIANO +4,8% - Ansa 23 febbraio 2008


INFLAZIONE RECORD, PER PANIERE QUOTIDIANO +4,8%

Carrello della spesa sempre più caro per le famiglie italiane. A gennaio l'inflazione è arrivata al 2,9%, il massimo dal 2001, ma per i prodotti di largo consumo, quelli che entrano nella busta della spesa praticamente ogni giorno, i prezzi sono aumentati ancora di più. Per pane, pasta, frutta, carne, giornale, biglietto dell'autobus, detersivi per la casa, caffé al bar, insomma per tutti i beni che l'Istat definisce "ad alta frequenza di acquisto", il carovita è arrivato al 4,8%, un livello mai toccato negli ultimi 11 anni. La differenza tra il tasso di inflazione generale e quello dei prodotti e servizi più acquistati, ha rilevato l'Istituto di statistica, è diventata sempre più evidente a partire dal 2002, anno di introduzione dell'euro. Da allora, il tasso di crescita per i beni ad alta frequenza di acquisto è stato "sistematicamente superiore" all'indice complessivo dell'inflazione. Cosa che non è invece accaduta per i prodotti a media (abbigliamento, tariffe, medicine) e a bassa frequenza (automobile, tv, trasloco ecc.). Categorie che, secondo la classificazione dell'Istat, hanno registrato a gennaio rispettivamente aumenti dei prezzi dell'1,8% e dell'1,7%.

Si spiega così la polemica nata negli ultimi anni tra l'inflazione reale e la cosiddetta inflazione "percepita", quella cioé che l'Istat ha sempre identificato come relativa solo ai beni acquistati più frequentemente, e per questo avvertita di più dai consumatori, ma inevitabilmente diversa dal tasso ufficiale misurato in base a canoni statistici precisi uguali in tutta l'Unione europea. I rincari a gennaio sono stati evidenti per i prodotti quotidiani, come gli alimentari (+12,3% per il pane, +10% per la pasta, +8,7% per il latte) o per i carburanti, con aumenti a due cifre sia per la benzina (+12,5%) che per il diesel (+15,7%). E i rialzi sono superiori alla media anche per il caffé e il cappuccino (+3,7% le consumazioni al bar), per le pizzerie (+3,6%), per le sigarette (+4,1% l'indice dei tabacchi). Numeri che diffondono l'allarme tra sindacati e consumatori, compatti nel chiedere interventi per arginare il carovita, anche perché, secondo le associazioni degli utenti, le famiglie dovranno fare i conti con una stangata da 1.000 euro l'anno. Per i sindacati il problema si fonde con la sfida di rinnovare il modello contrattuale e per questo i segretari chiedono certezze. "Abbiamo bisogno di dati certi - afferma il leader della Cisl Raffaele Bonanni - per poter condurre una politica contrattuale responsabile. Al di là del paniere generale ci serve un dato sul quale basare le richieste contrattuali di aumento salariale che tenga conto della spesa reale delle famiglie. E' necessario perché sennò perdiamo potere d'acquisto dei salari due volte".

Particolarmente preoccupato è il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, perché gli aumenti dei prezzi coincidono con "un momento di recessione e non di sviluppo. Spero che in campagna elettorale gli schieramenti e i partiti facciano di questi temi una parte importante dei loro programmi". Soddisfatto è invece il segretario della Uil, Luigi Angeletti: "Finalmente dopo anni di pressioni sindacali viene dato risalto ad un sistema di rilevazione della crescita dei prezzi più aderente alla realtà. Ora - sottolinea - anche la statistica spiega perché i salari e le pensioni hanno perso potere d'acquisto".

...         E io pago!                                    

Danilo Chiarello




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21 febbraio 2008

Mafia: Scarpinato, burocrazia rallenta lotta a Cosa Nostra


  

2008-02-21 14:34

Piu' difficile individuare i beni dei boss indagati

(ANSA) - PALERMO, 21 FEB - La burocrazia rallenta l'individuazione dei patrimoni dei mafiosi indagati, lo afferma il procuratore aggiunto Roberto Scarpinato. 'Da circa due mesi il ministero della Giustizia ha deciso di sospendere le password d'accesso che consentivano all'ufficio della procura, in tempo reale, di localizzare i beni di mafiosi e prestanome, i conti bancari, la disponibilita' di automezzi e tutto cio' che riguarda i patrimoni sottoposti alle nostre indagini'.



 



 

Leggendo fra le righe, spesso, si trovano risposte impensate e domande mai poste ma, troppo spesso, pensate...
Alessandro Rossi




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21 febbraio 2008

Rifiuti: spenti 30 roghi nel Napoletano


  

2008-02-21 11:36

 

Diminuzione incendi rispetto alla media dovuta alla pioggia

(ANSA) - NAPOLI, 21 FEB - I vigili del fuoco di Napoli hanno effettuato in nottata una trentina di interventi per spegnere roghi di rifiuti. Gli interventi si sono concentrati nell' entroterra a Nord di Napoli, nell' area flegrea, a Pozzuoli, e nella zona vesuviana. La diminuzione dei roghi notturni rispetto ai giorni scorsi, quando la media e' stata di 60-70 interventi e' da attribuire alla pioggia caduta questa notte.




 



 

Perchè non si creda che le cose stiano tornando alla normalità, pur essendo questa la normalità a Napoli.
Alessandro Rossi




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21 febbraio 2008

Sondaggi politici ed elettorali: le corrette modalità di diffusione


  

(Altalex, 20 febbraio 2008)


 


Garante Comunicazioni, circolare 14.02.2008

I risultati dei sondaggi elettorali possono essere diffusi soltanto se accompagnati da determinate informazioni, tra cui il soggetto che ha realizzato il sondaggio nonchè criteri e metodologie utilizzate per la realizzazione degli stessi.

E' quanto ha comunicato l'autorità per le garanzie nelle comunicazioni con la circolare 14 febbraio 2008 indirizzata in particolare ad emittenti televisive/radiofoniche e testate giornalistiche.

Nello specifico, le informazioni che devono necessariamente accompagnare la diffusione dei sondaggi in questione sono:

  • soggetto che ha realizzato il sondaggio;

  • committente e acquirente;

  • criteri seguiti per la formazione del campione;

  • metodo di raccolta delle informazioni e di elaborazione dei dati;

  • numero delle persone interpellate e universo di riferimento;

  • domande rivolte;

  • percentuale delle persone che hanno risposto a ciascuna domanda;

  • data in cui è stato realizzato il sondaggio.


Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, circolare 14 febbraio 2008

Corrette modalità di diffusione dei sondaggi politici ed elettorali.

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ricorda a tutte le emittenti televisive e radiofoniche e alle testate giornalistiche che, ai sensi dell’articolo 8 della legge n. 28 del 2000, i risultati dei sondaggi elettorali possono essere diffusi soltanto se accompagnati, in forma leggibile, dalle seguenti indicazioni, che devono essere rese contestualmente disponibili, nella loro integralità, sull’apposito sito internet della Presidenza del Consiglio dei Ministri – www.sondaggipoliticoelettorali.it:

  • soggetto che ha realizzato il sondaggio;

  • committente e acquirente;

  • criteri seguiti per la formazione del campione;

  • metodo di raccolta delle informazioni e di elaborazione dei dati;

  • numero delle persone interpellate e universo di riferimento;

  • domande rivolte;

  • percentuale delle persone che hanno risposto a ciascuna domanda;

  • data in cui è stato realizzato il sondaggio.

Pertanto, come già precisato nella circolare diffusa in data 22 febbraio 2006, disponibile nel sito dell’Autorità www.agcom.it, nel caso in cui emittenti o organi di stampa diffondano la notizia, da chiunque divulgata, di risultati, anche parziali, di sondaggi politici ed elettorali, devono precisare se il sondaggio sia stato o meno realizzato con le modalità sopra indicate, cui la legge condiziona la loro diffusione.

Qualora tali precisazioni non siano state date all’atto della diffusione della notizia del sondaggio, le emittenti e gli organi di stampa devono, se l’autore della notizia le fornisce, riportare, entro 24 ore, le precisazioni integrative richieste dalla legge sul mezzo di comunicazione che ha diffuso il sondaggio con il medesimo rilievo, per fascia oraria, collocazione e caratteristiche editoriali, con cui i sondaggi stessi sono stati pubblicizzati.

In caso contrario essi sono tenuti a diffondere, con le stesse modalità di cui sopra, la precisazione che si tratta di sondaggio non rispondente alle prescrizioni di legge.

Resta fermo che nei quindici giorni precedenti la data della votazione e fino alla chiusura delle operazioni di voto, è vietato rendere pubblici o comunque diffondere i risultati di sondaggi elettorali ancorché effettuati anteriormente.

L’Autorità precisa che tale divieto si applica nei confronti di qualsiasi soggetto, anche politico.

 



 

Meditate gente... meditate e ricordate.
Alessandro Rossi





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