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5 febbraio 2008

PER I PIU' SHERLOCK HOLMES E' ESISTITO, CHURCHILL NO


 
ANSA - 2008-02-04 08:17

 LONDRA - Per una maggioranza assoluta di britannici (58%) Sherlock Holmes, creatura letteraria di Arthur Conan Doyle, è realmente esistito, con accanto il dottor Watson e lo studio di Baker Street. Al contrario, il 23% si è detto convinto che Winston Churchill primo ministro durante la II guerra mondiale sia un personaggio nato dalla fantasia di qualche scrittore. E' quanto emerge da un sondaggio fatto dalla rete UKtv Gold.

Tra le 3.000 persone interpellate dal sondaggio, il 47% dice di pensare che Riccardo I, detto Cuor di leone, abbia vissuto solo nei libri di favole, invece che aver davvero regnato sull'Inghilterra dal 1189 al 1199. E il leggendario sovrano è in buona compagnia, in questa confusione tra storia e letteratura: per il 4% dei britannici Cleopatra non è mai esistita davvero, e per il 3% sono personaggi fittizi Gandhi e Charles Dickens.

Il dato su Sherlock Holmes è certo il più sorprendente: ma d'altro canto, su Baker Street ci sono alcuni piccoli 'musei' a lui dedicati. La mercanzia all'interno, tuttavia, è composta da souvenir ispirati ai celebri film con Basil Rathbone girati dal 1939 al 1946. 



 
Ah, la superiorità culturale anglosassone.
E dire che noi,fino a ieri, eravamo convinti di avere il miglior sistema scolastico del mondo.
Per fortuna abbiamo trovato da chi copiare...
Alessandro Rossi





permalink | inviato da Aperouge il 5/2/2008 alle 13:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



30 gennaio 2008

Fast School


 McDonald's employees get boost

http://edition.cnn.com/2008/WORLD/europe/01/28/mcdonalds.education.ap/index.html
 January 28, 2008 -- Updated 1023 GMT

LONDON, England (AP) -- McDonald's employees trained in skills needed to run outlets for the fast-food chain can get credit toward high school diplomas, the British government announced Monday.

Britain has allowed McDonald's to serve up credit toward high school diplomas for its employees.

Along with two other large companies, McDonald's Corp. was given the power to award the equivalent of advanced high-school qualifications as part of a plan to improve young people's skills, said the Qualifications and Curriculum Authority, a government education regulator.

It is the first time the government has granted national recognition to corporate training schemes. But universities and colleges will have to decide whether to accept the corporate qualifications as grounds for admission.

The fast-food chain had been granted approval to develop courses and set exams up to the standard of A-levels -- the final exams taken by high school students that determine college and university admission.

Rail infrastructure firm Network Rail Ltd. and regional airline Flybe Ltd. have also been given the power to award their own qualifications.

McDonald's has said it is introducing a "basic shift manager" course, designed to train staff in skills needed to run a McDonald's outlet, from marketing to customer service.

"It is right that we recognize and accredit employers that have shown a commitment to training and developing their staff," said the government's skills minister, John Denham.

"This is an important step towards ending the old divisions between company training schemes and national qualifications, something that will benefit employees, employers and the country as a whole."



 
Quando dissi che i crediti universitari li avrebbero dati insieme ai punti benzina Tamoil qualcuno rise.
Sappiate che al DAMS di Torino andare a determinati appuntamenti cinematografici o teatrali comporta l'assegnazione di crediti.
Ma dare valore formativo a Mc Donald's fa comprendere quale guadagno abbia avuto la nostra cultura dall'omologazione a quella anglosassone.
1 Hamburger = 1 punto, 1 cheesburger = 2 punti, 1 menù = 5 punti ?

Alessandro Rossi








permalink | inviato da Aperouge il 30/1/2008 alle 13:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa



17 dicembre 2007

Le donne e la sensualità secondo Araki - Repubblica - 17/12/07


 In mostra le fotografie del grande artista spesso contestato per i soggetti "scandalosi"
come la serie Bondages, che l'ha reso celebre: donne nude, legate, appese. E serene

Le donne e la sensualità secondo Araki
Roma celebra il maestro giapponese


<b>Le donne e la sensualità secondo Araki<br>Roma celebra il maestro giapponese</b>
SCANDALOSO, provocatorio, dissacrante. Una sensualità, la sua, che non è voyeurismo ma piacevolezza della vita. E che cerca e trova nelle donne, il soggetto più amato. Nobuyoshi Araki è un grande maestro dell'obiettivo. Uno dei fotografi più noti al mondo per la versatilità della sua opera e per l'estrosità del personaggio. Dibattuto, contestato per le sue immagini in cui la donna è vissuta come oggetto di piacere per lo sguardo maschile, Araki in realtà restituisce frammenti della cultura millenaria del suo Paese, il Giappone, fatta di ruoli precisi e ordinamenti predefiniti. "Fotografia - dice - è essere innamorati". Araki Gold è il titolo della mostra in corso a Roma fino al 17 febbraio presso l'Istituto nazionale per la Grafica a Fontana di Trevi: una scelta di opere, in larga parte inedite (molte ordinate ed eseguite per l'occasione) che raccontano il grande artista e la sua necessità di registrare il mondo attraverso l'obiettivo.

Araki Gold è divisa in alcune sezioni. Come Ginza, le immagini scattate negli anni Sessanta nel quartiere di Tokyo. I volti sono quelli dei giapponesi di ogni età impegnati in una difficile ripresa economica dopo i disastri della Seconda Guerra Mondiale. Disperazione ma anche sorrisi sui volti tra la folla nelle strade, siano bambini, manager, giovani o ricche signore in giro per shopping. Quasi a voler dimostrare di essere, nonostante Hiroshima e Nagasaki, vivi e autentici.

A celebrare l'Araki più celebre c'è la sezione Bondages, alla quale il maestro deve la fama mondiale. Le donne in abiti tradizionali nipponici appese con corde a travi, o ad alberi in giardini privati, si mostrano nude in pose che in altri Paesi sarebbero pornografiche. Araki le vede invece come armoniosi "oggetti" domestici, nel recupero di un costume che è una medaglia: una faccia è il predominio del maschio, l'altra la cultura della geisha.

I corpi piegati che pencolano tra giri di corda e nodi davanti a una stampa d'epoca o sui tatami sono episodi di vita quotidiana. Non c'è violenza né compiacimento: nella pornografia occidentale i volti tradirebbero la sofferenza, mentre le modelle di Araki sembrano impegnate in un difficile esercizio ginnico e questo disinnesca l'erotismo, lo attenua a favore di una generica bellezza.

Il richiamo alla tradizione è forte in Noble Series, quindici immagini di nobili famiglie giapponesi che mostrano le proprie ascendenze, in sintonia di spirito con quello che un tempo era l'Impero del Sol Levante. Foto che mostrano, nei particolari, un Giappone che va scomparendo, mentre in quei volti esiste ancora l'antico rigore che ha affascinato il mondo occidentale, con le storie di invincibili samurai.

In Famous People, che raccoglie immagini di personaggi famosi ritratti da Araki nel corso degli ultimi quindici anni, si rivela l'abilità del maestro nell'interpretare lo spirito artistico di chi posa per lui, da Takeshi Kitano a Bjork. Mentre le trenta immagini della serie Families introducono l'aspetto che lega Araki alla gente comune, alla sua città, al bisogno di girare per le strade in cerca di soggetti da fotografare. Splendida la notte di Tokyo che non diventa mai notte in Color Rays, con la città inseguita nelle strade dalle insegne colorate, dai maxischermi pubblicitari, vita che non si ferma.

Come le luci di Tokyo, la vita per Araki è lo scorrere interminabile di immagini. Vive, scatta e, intorno, i suoi assistenti lo ritraggono. Ne scaturisce un lavoro ciclico e senza soste. E' l'Araki più concettuale, a raffica, di questi anni, come dimostrano le altre sezioni, tra cui le cinquemila foto da Polaroid che creano una specie di maiolicato nella sala, più che una esposizione di immagini. Così, in occasione dell'inaugurazione della mostra, la sua modella preferita (e fidanzata) Kaori ha danzato fino a denudarsi completamente mentre lui la seguiva con la sua macchina. Quegli scatti sono diventati, subito dopo, parte della mostra stessa.

(17 dicembre 2007)
Qualcuno ha voglia di andare a vedere questa mostra con il sottoscritto?
Abbiamo tempo fino a metà febbraio.

Guido Mastrobuono




permalink | inviato da progettocicero il 17/12/2007 alle 13:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


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